Coordinate
Julio Sánchez de las Heras · Ana I. Molina · Carmen Lacave
https://doi.org/10.1007/s10209-026-01332-9
Introduzione
Il supporto per le persone autistiche dovrebbe concentrarsi, secondo il National Institute of Mental Health, su alcuni aspetti specifici:
- Apprendimento di abilità sociali, comunicative e linguistiche;
- Riduzione dei comportamenti che possono interferire con il funzionamento quotidiano;
- Potenziamento dei punti di forza individuali;
- Apprendimento di abilità quotidiane per poter vivere in modo indipendente.
Ad oggi, le maggiori attenzioni e risorse vengono spese per i livelli 2 e 3 di gravità di autismo, che richiedono un supporto molto importante; inoltre tali supporti sono prevalentemente diretti a* bambin*, mentre gl* adult* vengono meno attenzionat*, nonostante le loro specifiche necessità e bisogni e una prevalenza di 1:45.
Nell’ampio campo delle ICT (Information and Communication Technologies), l’Intelligenza Artificiale (IA) è uno dei fattori abilitanti più trasformativi per un supporto digitale adattivo e personalizzato, perché comprende un’ampia gamma di tecniche (tra cui l’apprendimento automatico, l’elaborazione del linguaggio naturale e i sistemi esperti), che consente agli strumenti digitali di percepire, apprendere e rispondere in modo intelligente alle esigenze dell’utente. Di recente comparsa è una nuova generazione di sistemi conversazionali, come Gemini di Google o ChatGPT di OpenAI, che sono diventati potenti strumenti per supportare una moltitudine di compiti, sia sotto forma di chatbot che di assistenti virtuali. Questi sistemi possono essere applicati a molteplici campi, inclusa l’assistenza sanitaria. I sistemi conversazionali migliorano la comunicazione con il paziente, e sono particolarmente utili nel caso di persone con difficoltà nell’esprimersi o nel comprendere frasi e contesti complessi. Di conseguenza, l’assistenza virtuale basata sull’uso degli LLM (Large Language Model: algoritmo di IA basato sul deep learning, capace di comprendere, elaborare e generare testi in linguaggio naturale molto simili a quelli scritti da un essere umano) può essere particolarmente preziosa nello sviluppo di soluzioni tecnologiche a supporto delle persone autistiche per migliorare le loro abilità di vita quotidiana. Anche i robot sociali basati sull’IA sono stati utilizzati con successo per favorire l’interazione sociale e il riconoscimento delle emozioni nelle persone autistiche, che hanno mostrato miglioramenti nel coinvolgimento sociale e nel rispetto dei turni. Allo stesso modo, gli ambienti di realtà virtuale che simulano scenari della vita reale, come contesti scolastici o di acquisto, si sono dimostrati efficaci per il training delle abilità sociali e comunicative sia negli adolescenti che negli adulti, rimanendo all’interno di un contesto sicuro e controllato. Recenti studi pilota che utilizzano sistemi conversazionali basati su ChatGPT hanno inoltre mostrato risultati promettenti per bambin* e adult* autistic*, assistendol* nella pianificazione delle routine quotidiane, nella gestione di situazioni che provocano ansia e nel coinvolgimento in un training conversazionale adattivo. L’IA sembra quindi poter integrare efficacemente gli interventi terapeutici ed educativi, potenziando l’autonomia delle persone autistiche e la fiducia in se stesse.
Lo studio di Sánchez de las Heras et al. (2025)
Questo recente lavoro presenta una revisione sistematica di 21 studi, con l’intento di rispondere ad alcune domande per fare il punto della situazione attuale.
- Quanto è ampia la letteratura scientifica sull’argomento?
Nonostante un gran numero di studi, quelli di buona qualità sono pochi. Quest’area di studio è dunque da considerarsi emergente, sebbene mostri un crescente interesse con il 52% degli studi pubblicato nel quinquennio 2020-2024.
- A quale popolazione target sono rivolti gli studi?
Si osserva uno squilibrio della ricerca a favore degli interventi incentrati sui bambini, con una limitata attenzione agli adulti autistici, in particolare quelli di Livello 1 di gravità. Negli studi non vengono comunque in genere specificati i livelli di gravità, per mantenere un approccio più ampio e generale nelle soluzioni proposte, che mirano ad intercettare una gamma più estesa di bisogni e caratteristiche.
- A quali ambiti delle attività di vita quotidiana si applica l’IA per assistere le persone autistiche?
Nella maggior parte dei lavori l’ambito è quello delle abilità sociali e comunicative (per esempio, il contatto oculare, l’interpretazione delle espressioni facciali e l’apprendimento di convenzioni comportamentali). Alcuni studi si focalizzano sull’affrontare problemi quali l’ansia sociale e la difficoltà nell’interpretare i segnali sociali, specialmente negli adolescenti, al fine di aiutarli a sviluppare fiducia e abilità per interagire con il proprio ambiente. Solo un numero molto esiguo di lavori affronta gli aspetti legati al miglioramento dell’indipendenza delle persone autistiche nelle loro attività e nei compiti quotidiani (per es., pianificazione e organizzazione delle attività quotidiane, gestione del tempo libero, cura personale), nonostante il potenziamento di tali capacità promuova la dignità e aumenti la qualità della vita delle persone autistiche.
- Quali tecnologie sono state applicate a supporto delle persone autistiche?
- tecniche di IA classica, come l’uso di algoritmi di apprendimento automatico (machine learning)
- tecnologie conversazionali emergenti, come gli agenti virtuali e assistenti conversazionali, usati per un’ampia gamma di compiti e persino per effettuare il training in vista di conversazioni o situazioni future. Alcuni lavori hanno iniziato a esplorare l’uso di modelli linguistici generativi come ChatGPT, che offrono la possibilità di generare testi in linguaggio coerente e naturale, ma anche risposte personalizzate e adattate al contesto. Questa capacità presenta un potenziale significativo nello sviluppo di soluzioni future più avanzate ed efficaci.
- IA integrata con altri sistemi, in cui l’IA si integra con tecnologie complementari come sensori, riconoscimento vocale, robotica o ambienti immersivi (realtà virtuale ed aumentata), consentendo un’interazione più ricca e un adattamento in tempo reale.
- Come è stata misurata l’efficacia delle applicazioni IA?
L’uso di questionari, compilati sia dalle persone autistiche che dai familiari, è uno dei metodi più comuni, poiché consente di raccogliere facilmente informazioni sulla propria esperienza e sulla percezione dei sistemi proposti.
Viene proposto anche l’uso di algoritmi di elaborazione del linguaggio naturale o delle immagini, per analizzare i sentimenti e le reazioni degli utenti in tempo reale (è possibile elaborare il testo generato dall’utente e inferirne le emozioni e gli stati d’animo durante l’interazione con il sistema). Ciò risulta molto utile per ottimizzare l’esperienza dell’utente.
Tuttavia, i metodi più ampiamente adottati e potenzialmente più efficaci sono la valutazione clinica e l’osservazione diretta da parte di professionisti sanitari ed educatori, i quali possono rilevare in modo più efficace i cambiamenti nel comportamento e nelle abilità. La valutazione clinica consente inoltre l’uso di strumenti di valutazione standardizzati di alcune dimensioni, quali l’interazione sociale e le capacità cognitive.
Conclusione
Mentre le tecnologie di IA come l’apprendimento automatico, l’elaborazione del linguaggio naturale e gli agenti virtuali offrono promettenti vie di supporto e assistenza, le considerazioni etiche, i vincoli di accessibilità e l’adattamento ai bisogni individuali rimangono al momento sfide cruciali.

