Coordinate
Yoo Hwa Hong , Da-Yea Song , Heejeong Yoo
https://doi.org/10.12771/emj.2024.e79
Introduzione
La manifestazione dell’autismo varia notevolmente da individuo a individuo, da cui un detto popolare “Se hai conosciuto una persona con autismo, hai conosciuto solo una persona con autismo“, che sottolinea la peculiarità di ogni individuo autistico. Storicamente, i maschi autistici sono stati sovrarappresentati rispetto alle femmine. Questa disparità si riflette ampiamente nella ricerca epidemiologica, che indica un rapporto medio di prevalenza maschi:femmine di 4,2:1. Lo squilibrio di questo rapporto ha condizionato una comprensione incompleta dei sintomi e della loro diversa manifestazione nei due sessi, così come delle comorbidità. Queste ultime, che includono condizioni neurologiche, cognitive, psichiatriche e fisiche, possono influenzare la manifestazione dei sintomi e aumentano la complessità dei bisogni della persona.
La revisione narrativa di cui presentiamo una sintesi (che può essere gratuitamente scaricata dal sito indicato) esplora, attraverso una analisi di diversi studi, le differenze tra maschi e femmine autistic* sia nella prevalenza delle condizioni comorbide sia nella loro manifestazione, ipotizzando che potrebbero contribuire ad individuare sottotipi di autismo.
ADHD
Le osservazioni cliniche indicano che un numero considerevole di bambin* autistic* presenta anche sintomi di ADHD, con tassi di comorbidità che variano ampiamente nei diversi studi, dal 30% all’80% (nella popolazione generale la prevalenza è di poco più del 10%).
L’ADHD appare una condizione a predominanza maschile, con un rapporto di prevalenza maschi-femmine di 2,28:1, tuttavia uno studio di Margari et al. non ha riscontrato differenze di genere significative nella prevalenza dell’ADHD come condizione comorbida in adolescenti autistic*. Le differenze sono state riscontrate nella manifestazione dell’ADHD, con una associazione più frequente nel sesso femminile della presentazione con disattenzione, mentre i maschi tendono a mostrare prevalentemente la presentazione combinata.
Disturbi d’ansia
Fino al 40% delle persone autistiche può sperimentare almeno un disturbo d’ansia comorbido, il più comune è la fobia specifica. I disturbi d’ansia sono generalmente più diffusi tra le donne, ma nel caso dell’autismo la ricerca ha prodotto risultati contrastanti: alcuni studi hanno confermato la tendenza generale, altri invece hanno riscontrato livelli di ansia comparabili tra i sessi.
Disturbo della condotta
La prevalenza del disturbo della condotta appare più alto nelle persone autistiche -circa il 13% – rispetto alla nella popolazione generale (9,5% circa). I tassi sono più elevati nei maschi, con una maggiore manifestazione di problemi esternalizzanti. Va notato tuttavia che la ricerca finora ha coinvolto solo campioni di piccole dimensioni, di qui la necessità di ulteriori ricerche su larga scala.
Depressione
La prevalenza della depressione tra le persone autistiche, in particolare quelle senza disabilità intellettiva, sembra aumentare con l’età. Le ragazze nella prima adolescenza mostrano sintomi più gravi rispetto ai loro coetanei maschi o alle ragazze senza autismo. I tassi di depressione lieve e moderata/grave nelle ragazze autistiche sono stati stimati rispettivamente al 7,2% e al 3,6%, mentre i ragazzi autistici sperimentano queste condizioni con tassi del 4,5% e del 7,8%. Questi risultati suggeriscono che i maschi tenderebbero a sperimentare forme di depressione più gravi.
Epilessia
Dai dati della ricercaè emerso che le donne autistiche presentano una prevalenza di epilessia più elevata, pari al 34,5%, rispetto al 18,5% riscontrato negli uomini. Inoltre, l’incidenza dell’epilessia sembra correlata positivamente con la gravità della disabilità intellettiva, suggerendo che un aumento del deficit cognitivo è associato a un rischio maggiore di epilessia.
Disabilità intellettiva
La disabilità intellettiva è una condizione comorbida comune nell’autismo, con una prevalenza stimata del 21,7%, e un rapporto M:F di 1,9:1, quindi più frequente nei maschi. La disabilità intellettiva tende anche ad esacerbare la gravità dei sintomi dell’autismo, e questo accade più nelle femmine che nei maschi. Questi risultati indicano che le differenze nel fenotipo comportamentale dell’autismo possono essere influenzate dal livello di funzionamento cognitivo.
Disturbi da tic
I disturbi da tic sono una comorbidità comune, che si presenta in circa il 18-22% delle persone con autismo (nella popolazione generale in età scolastica la frequenza è del 5-6‰). In genere, le donne ricevono una diagnosi di disturbo da tic con meno frequenza rispetto ai maschi, e un’età di insorgenza dei sintomi più tardiva.
Complessità della diagnosi di comorbidità
Diversi fattori rendono complessa la diagnosi delle comorbidità nell’autismo.
Per esempio, gli strumenti per la diagnosi di autismo (per es. ADOS 2 e ASQ) contengono items che funzionano in modo diverso per maschi e femmine, ponendo un dubbio sull’accuratezza della diagnosi. Inoltre non sono al momento disponibili strumenti accurati e affidabili per la valutazione dell’ampia gamma di comorbidità psichiatriche nelle persone autistiche.
Un altro fattore è riscontrabile nel camuflaging, specialmente presente nelle donne autistiche, che le porta a imitare comportamenti e interessi altrui o a utilizzare un contatto visivo deliberato. Questo comporta che con molta più difficoltà le donne autistiche vengano riconosciute e diagnosticate accuratamente.
Terzo, le traiettorie di sviluppo dei disturbi comorbidi sono diverse fra maschi e femmine, variando sia l’intensità che l’inizio della presentazione dei sintomi, così come la loro stabilità o temporanea remissione.


